Anomalie climatiche dell'Artide preistorica

Tipologia: 
Ambiente
24 maggio 2016
L'Artide ha attraversato una fase climatica favorevole? Secondo lo studioso tedesco del secolo scorso Herman Wirth, l'Artico, la Groenlandia, l'Islanda e le Isole Spitzbergen tra il 40.000 e il 28.000 a.C. presentavano una flora e una fauna che nello stesso periodo non avrebbero potuto vivere in Canada, negli Stati Uniti o in alcune aree del nord Europa
La distribuzione della calotta glaciale settentrionale
La distribuzione della calotta glaciale settentrionale

Durante l'era glaciale, l'Artide ha attraversato una fase climatica favorevole? Le anomalie non mancano. Secondo lo studioso tedesco del secolo scorso Herman Wirth, l'Artico, la Groenlandia, l'Islanda e le Isole Spitzbergen tra il 40.000 e il 28.000 a.C. presentavano una flora e una fauna che nello stesso periodo non avrebbero potuto vivere in Canada, negli Stati Uniti o in alcune aree del nord Europa. Wirth riportava una grande quantità di dati geologici, climatici e botanici per dimostrare come tra i 70 e gli 80 gradi di latitudine nord vi fosse una temperatura media annua intorno ai 10 gradi, contro i 20 sotto zero attuali. Sotto i ghiacci dell'Artico, lungo la dorsale di Gakkel, sono stati individuati vulcani e sorgenti calde, la cui attività potrebbe essere stata più intensa in passato. Nelle fasi maggiormente fredde del Wurm il livello marino era più basso di circa 120 metri, la Beringia era emersa e infinite distese pianeggianti, oggi ricoperte da metri d'acqua, correvano lungo tutta la linea costiera siberiana, in larga parte libera dai ghiacci e ricca di cacciagione. Anche nel quadrante posto tra Groenlandia, Islanda, Faroer e Scandinavia sorgeva una vasta area di terre attualmente inabissate. L'Artico era un bacino meno profondo ed esteso di oggi, quasi completamente chiuso, come il Mediterraneo, quindi potenzialmente più caldo. Peraltro è stata anche notata la distribuzione asimmetrica delle calotte glaciali preistoriche rispetto al Polo Nord attuale, con un baricentro spostato tra Groenlandia e Canada, e un Mar Artico leggermente defilato. Numerose analisi del fondale evidenziano che al tempo il bacino era temperato, almeno in prossimità delle coste siberiane, norvegesi e groenlandesi. In particolare la Groenlandia settentrionale deve avere beneficiato di un clima temperato a partire da circa 50 mila anni fa. Durante l'ultimo periodo glaciale alcune isole dell'oceano Artico rimasero sempre libere dai ghiacci. In Norvegia, oltre il circolo polare, sono state ritrovate le ossa di una ricca fauna, risalenti a 42 mila anni fa, con reperti che paradossalmente aumentano di numero procedendo verso nord. Senza dimenticare che ampie aree della Siberia erano popolate da animali di grossa taglia. La presenza umana è attestata 50 mila anni fa nel sito canadese di Old Crow nello Yukon, oltre al circolo polare artico, così come 40 mila anni fa nella Russia artica europea di Mamontovaya Kurya. Nella Siberia orientale i grandi erbivori vivevano 30 mila anni fa sul delta del fiume Yana che sfocia nell'Artico e 20-35 mila anni fa lungo il poco distante fiume Lena. Non erano sepolte dal ghiaccio né la penisola di Jamal, né gran parte della penisola del Tajmyr, dove sono emerse tracce di mammut a partire da 40 mila anni fa, fino alla fine dell'era glaciale.
Giorgio Giordano

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