Le dimensioni dell'uomo nel Paleolitico

Tipologia: 
Evoluzione
26 maggio 2016
Durante il Paleolitico l'uomo era più alto e possente di oggi, le dimensioni corporee si sono via via ridotte alla fine dell'era glaciale. Lo testimoniano i resti fossili, le armi e gli utensili. Una riduzione del 10 per cento, che ha coinvolto in uguale misura ossa e muscoli, ma anche il cervello. Forse a causa del passaggio dalla caccia all'agricoltura
Il crollo dimensionale è avvenuto 10 mila anni fa
Il crollo dimensionale è avvenuto 10 mila anni fa

Una ricerca di Marta Lahr, co-direttore del Centro per gli Studi sull’evoluzione umana dell’Università di Cambridge, ha messo in luce che per quasi 200 mila anni i Sapiens hanno mantenuto dimensioni superiori a quelle attuali. Durante il Paleolitico l'uomo era più alto e possente di oggi, le dimensioni corporee si sono via via ridotte alla fine dell'era glaciale. Lo testimoniano i resti fossili, le armi e gli utensili. I Cro-Magnon, i primi umani anatomicamente moderni giunti in Europa oltre 40 mila anni fa (Cultura aurignaziana), sono stati raggiunti circa 15 mila anni dopo da nuovi gruppi umani dalla struttura meno massiccia (Cultura gravettiana) provenienti da est. Il primo ridimensionamento infatti si registra 25 mila anni fa, ma l'uomo ha subito un vero e proprio crollo dimensionale negli ultimi 10-12 mila anni. Le indagini sui resti ritrovati in Africa, Europa e Asia rivelano chiaramente il percorso di "restringimento". Una riduzione di almeno il 10 per cento, che ha coinvolto in uguale misura ossa e muscoli, ma anche il cervello. Ai Balzi Rossi, al confine italo-francese, è stata ritrovata una sepoltura di un cromagnoide di 22 mila anni fa più alto di 190 centimetri. Le ossa delle braccia dell'uomo erano molto sviluppate e aveva una diversa strutturazione delle scapole, in grado di conferirgli enorme potenza muscolare. In generale gli appartenenti a questa tipologia umana erano superiori ai 180 centimetri. Anche i paleoasiatici erano molto più strutturati rispetto alle popolazioni mongoliche cha hanno occupato l'Oriente dopo il massimo glaciale. Secondo alcuni studi le ridotte dimensioni dell'uomo moderno sarebbero dovute al passaggio dalla caccia all'agricoltura.

L’antropologa Amanda Mummert dell’Università Emory di Atlanta riferisce che l’analisi di 21 organizzazioni che hanno abbandonato la caccia in favore dell’agricoltura mostra una riduzione dell’altezza media. Le stime rivelano che cacciatori-raccoglitori paleolitici avevano una massa ossea superiore del 20 per cento rispetto agli agricoltori neolitici. I popoli mediorientali che hanno occupato l'Europa a partire dal Mesolitico, non più cromagnoidi ma di tipo capelloide (dal sito di Combe-Capelle in Francia), avevano una stazza decisamente inferiore a quella dei loro predecessori. Chris Stringer, docente presso il Natural History Museum di Londra sostiene che il processo è da imputare al passaggio dalla vita nomade a quella sedentaria. La questione resta comunque discussa in quanto la necessità per i cacciatori di essere più robusti è una soluzione che non spiega la diminuzione della massa cerebrale. Peraltro, c'è chi ha osservato che anche la fauna ha subito un analogo processo. La generale robustezza dei primi Sapiens fuoriusciti dall'Africa potrebbe essere spiegata chiamando in causa l'ibridazione con altre tipologie umane. Pure Neanderthal aveva una massa complessiva maggiore rispetto agli uomini attuali e un cranio più grande. E risalendo nel tempo, il famoso ragazzo di Turkana, un Homo ergaster di 1,6 milioni di anni fa, da adulto sarebbe diventato 185 centimentri. Le stime fatte su alcuni resti di Heidelbergensis, ritrovati in Sudafrica e datati tra i 500 e i 300 mila anni fa, indicano che questi ominini avevano un'altezza media di 213 centimetri, veri e propri giganti. Gli Heidelbergensis di Sima de los Huesos, in Spagna, vissuti circa 400 mila anni fa, in media erano alti 190 centimetri, una riduzione rispetto ai corrispettivi africani verosimilmente dovuta a un adattamento alle più rigide condizioni climatiche europee. Le stesse che hanno determinato la struttura fisica compatta del Neanderthal, più basso dei cromagnoidi, ma forse non così tanto come si è sempre ritenuto: nuove osservazioni, infatti, hanno stabilito che aveva una statura simile a quella degli occidentali di oggi.
Giorgio Giordano

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